Giunge alla quarta edizione Sguardi d’altrove, l’annuale viaggio cinematografico attraverso le frontiere che intende offrire prospettive originali su altri Paesi e altre culture organizzato da AIACE Torino in collaborazione con Slow Cinema e con il sostegno della Regione Piemonte, di CIPS – Cinema e Immagini per la Scuola e di Amici del cinema.
Come sempre curato da Daniela Ricci, l’appuntamento si articola per il 2025 nelle proiezioni al Cinema Fratelli Marx di due lungometraggi, provenienti rispettivamente dal Burkina Faso e dal Marocco. Lunedì 7 aprile sarà proposto Katanga, la danse des scorpions di Dani Kouyaté (alle ore 21.00). Seguirà, martedì 8 aprile, la doppia proiezione di La Mère de tous les mensonges (alle ore 9.30 per le Scuole Secondarie di II grado, in collaborazione con l’Archivio Nazionale della Resistenza, e alle ore 21.00 per il pubblico), diretto da Asmae El Moudir.
Accompagnati in sala dai due registi, ospiti a Torino, mai distribuiti in Italia, i due film, “di grande interesse artistico e culturale, acclamati in altri Paesi dal pubblico e dalla critica, costituiscono un’occasione preziosa per confrontarsi con autori di rilievo e con i loro universi dissimili, che testimoniano la varietà e la vivacità, anche all’interno dello stesso Continente, delle cinematografie extraeuropee contemporanee”, sottolinea la curatrice Daniela Ricci. I lungometraggi proposti sono infatti estremamente diversi per genere, soggetto, ambientazione, tecnica di realizzazione, appartenenza generazionale dei loro registi. Presentato in anteprima italiana, vincitore del Fespaco, il Festival dedicato alle eccellenze del cinema africano, Katanga, la danse des scorpions è diretto da un regista di lungo corso come Dani Kouyaté, che, dopo aver già messo in scena a teatro Shakespeare e dopo aver già adattato diverse pièces per il cinema, “firma qui un’operazione audace, trasponendo il Macbeth in moré, un’importante lingua del Burkina Faso, realizzando il film con una troupe sia artistica che tecnica burkinabé e facendone una favola intemporale sul potere e la follia che esso può generare”. Girato in un bianco e nero di grande potenza visiva, il lungometraggio “è espressione della ricerca estetica, del gusto dei dettagli e dello stile tipico di Kouyaté – prosegue Daniela Ricci – dove il ritmo narrativo lascia spazio alla riflessione, all’apprezzamento delle immagini e dei dialoghi basati su metafore e proverbi radicati nell’oralità che arricchisce il suo universo culturale”.
La Mère de tous les mensonges, invece, è diretto da una giovane regista marocchina che si sta affermando nel panorama internazionale. Documentario realizzato con una tecnica originale, il film nasce dalla volontà dell’autrice Asmae El Moudir di svelare i non detti e di smascherare le bugie tramandate nella sua famiglia. In assenza di immagini dei suoi congiunti – che da sempre rifiutano di farsi fotografare o riprendere – la regista li fa rivivere in forma di marionette in una versione miniaturizzata del quartiere di Casablanca in cui ha trascorso l’infanzia. Il lungometraggio, in cui la storia di famiglia si interseca con una pagina a lungo occultata e rimossa della storia del Marocco – la “rivolta del pane”, repressa nel sangue, del 1981 –, ha vinto il Prix de la Mise en Scène nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2023. “È un documentario che rompe i tabù della famiglia e della società – osserva Daniela Ricci. “Allo stesso tempo, è un lungometraggio molto colorato e molto materico e, sebbene affronti un tema impegnativo, racchiude uno sguardo ironico e autoironico nel modo in cui la regista stessa si mette in scena, anche in dialogo con la madre e la nonna: tre generazioni di donne a confronto in un film abitato dall’energia esplosiva della sua giovane autrice”.
Ingressi: intero € 8,00; ridotto (over 65, under 18, universitari under 26) € 6,00; soci AIACE € 4,50, cumulativo per le due serate € 6,00; proiezione scolastica mattutina gratuita.